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MATERIA ESOTICA, QUANDO LA MATERIA SMETTE DI OBBEDIRE.

  • Immagine del redattore: Redazione
    Redazione
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

By Salvatore Ponzo


C’è un momento, in Stranger Things, in cui il mondo non crolla né esplode. Semplicemente cambia comportamento. Le pareti sembrano respirare, le superfici non sono più neutre, la materia non si limita a stare ferma, ma reagisce. Nella quinta stagione la serie introduce apertamente il concetto di materia esotica: una materia che non risponde alle leggi ordinarie, che si comporta in modo imprevisto, che altera lo spazio e la percezione. È fiction, certo, ma se ci spostiamo dal Sottosopra al mondo del design scopriamo che questa materia esiste davvero.


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courtesy: Netflix


Che cos’è la materia esotica?

La materia esotica è un tipo di materiale che mostra proprietà sorprendenti non perché sia fatto di sostanze rare o misteriose, ma perché la sua struttura interna o la disposizione dei suoi componenti le conferisce comportamenti inattesi. In fisica e chimica questo fenomeno prende il nome di proprietà emergenti: caratteristiche che non si possono prevedere osservando solo le singole parti.


Alcuni materiali possono deformarsi in modi insoliti, condurre calore o elettricità in maniera inattesa, o reagire a forze e pressioni contrarie alle nostre intuizioni. È “esotica” perché sfida le nostre percezioni: ciò che ci sembra solido, morbido o leggero può comportarsi in modi che il nostro corpo non si aspetta.


Ricordi di metallo: il Nitinol.

Alcuni materiali sorprendono per come ricordano la loro forma. Un esempio chiarissimo è il Nitinol, una lega di nichel e titanio usata inizialmente in ambito medicale. A prima vista sembra un normale filo metallico, ma se lo pieghi e poi lo riscaldi, torna esattamente alla forma iniziale. Non perché qualcuno lo pieghi di nuovo, ma perché il materiale “si ricorda” com’era.


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courtesy: Ecal, project by Kao Onishi


Questo comportamento, quasi narrativo, è stato portato nel design sperimentale in lampade cinetiche, strutture mobili e installazioni interattive. In alcuni progetti accademici e installazioni viste alla Milano Design Week, il Nitinol crea oggetti che si muovono lentamente, come se fossero vivi, evocando direttamente l’idea di una materia che reagisce all’ambiente, proprio come nel Sottosopra.


Geometrie sorprendenti: i materiali auxetici.

Altri materiali esotici sorprendono per la loro geometria interna più che per la composizione chimica. I materiali auxetici, ad esempio, si comportano in modo contrario all’intuizione: quando vengono tirati, invece di assottigliarsi, si allargano.

Questa logica strutturale è visibile in alcune sneakers sperimentali di Nike e Adidas, dove suole e tomaie reagiscono al movimento del piede espandendosi invece di comprimersi, oppure in sedute a griglia elastica e pannelli fonoassorbenti tridimensionali. Qui la materia diventa instabile, imprevedibile, quasi inquietante, perché fa l’opposto di ciò che il corpo conosce.


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courtesy: suola Nike Free con struttura auxetica a triangoli integrati.


Materia che plasma lo spazio: metamateriali e micelio.

Esistono materiali che non cambiano solo forma, ma trasformano lo spazio e l’ambiente intorno a sé. I metamateriali, ad esempio, non devono la loro funzione a ciò di cui sono fatti, ma a come sono organizzati. Nei pannelli acustici prodotti da Mogu, la combinazione tra micelio e struttura porosa permette di assorbire il suono in modo estremamente efficiente, senza ricorrere a masse pesanti. Visivamente, questi pannelli sembrano superfici biologiche, quasi cresciute, e funzionano come dispositivi invisibili che modificano il comportamento dell’aria e delle onde sonore.


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courtesy: mogu.bio


Il micelio è forse uno degli esempi più potenti di materia esotica applicata al design, perché mette in crisi l’idea stessa di produzione. Nei materiali sviluppati da Mogu o Ecovative, il materiale non viene estratto né sintetizzato, ma coltivato. Cresce dentro stampi, ingloba scarti agricoli, si asciuga e diventa pannello, rivestimento, elemento architettonico. Non è più un materiale “fatto”, ma un materiale allevato. Nel Sottosopra tutto sembra organico, umido, in crescita continua: il micelio è la sua traduzione reale nel mondo del progetto.


Fluidità e interazione: i fluidi non newtoniani.

Alcuni materiali non hanno uno stato stabile: reagiscono in modi diversi a seconda di come li tocchi o li premi. I fluidi non newtoniani, utilizzati in installazioni interattive e prototipi di sedute sperimentali, diventano duri se colpiti con forza e morbidi se accarezzati lentamente. Qui la materia reagisce al gesto dell’utente, trasformando il corpo in parte attiva del progetto. Non è più solo una superficie, ma un’interfaccia sensoriale.



In Stranger Things, nella settima puntata della quinta stagione, Nancy e Jonathan restano intrappolati in una sostanza fluida e instabile: più si agitano e cercano di liberarsi, più il materiale irrigidisce e trattiene. La dinamica è simile a quella dei fluidi non newtoniani: materia che risponde all’intensità del gesto umano, più che alla semplice presenza.


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courtesy: Netflix


La materia che racconta.

Tutti questi esempi hanno qualcosa in comune: la materia non è più uno sfondo neutro. Non è silenziosa, non è passiva. È una presenza che risponde, che oppone resistenza, che racconta una storia. È per questo che la materia esotica ci inquieta: perché ci ricorda che le regole che diamo per scontate non sono universali, ma temporanee.


Nel design contemporaneo, la materia esotica ci insegna a guardare gli oggetti come sistemi attivi, capaci di reagire e raccontare storie. Forse, come nel Sottosopra, la vera scoperta non è un altro mondo, ma che il nostro mondo funziona solo finché fingiamo che sia stabile. E quando la materia smette di obbedire, non torniamo più a guardare un oggetto allo stesso modo.

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