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HONEXT: LA SECONDA VITA DELLA CARTA.

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    Redazione
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

By Francesca Arini, Sharon Leggio, Noemi Pizzighella, Zhou Xuan


C'è qualcosa di profondamente ironico nel fatto che uno dei materiali più promettenti per il futuro delle costruzioni nasca da ciò che per anni abbiamo considerato semplice scarto. I pannelli Honext, prodotti a Barcellona partendo dai residui dell'industria cartaria, rappresentano una di quelle rare innovazioni che riescono a conciliare sostenibilità radicale e prestazioni pratiche. Senza compromessi, senza greenwashing.


Una serie di campioni di Honext disposti su un tavolo, si notano le diverse finiture disponibile e le lavorazioni CNC che si possono eseguire sulla superficie dei pannelli

courtesy: Honext

Da rifiuto a risorsa: l'alchimia di Honext.

Il processo che trasforma i fanghi di cartiera e i cartoni post-consumo in pannelli da costruzione ha del miracoloso. Attraverso un trattamento biotecnologico che evita l'uso di resine tossiche, questi materiali di scarto - normalmente destinati a discariche o inceneritori - acquisiscono una nuova dignità. Il risultato? Un prodotto che non solo è completamente riciclabile, ma addirittura carbon negative: assorbe più CO₂ di quanta ne emetta durante il suo ciclo di vita.


Quello che colpisce, osservando i pannelli Honext, è come mantengano un'essenziale semplicità. Niente futuristici abbellimenti tecnologici, solo la materia prima nella sua forma più pura, riportata a nuova vita. Eppure, questa apparente modestia nasconde proprietà sorprendenti: regolazione naturale dell'umidità, isolamento acustico, leggerezza (soli 540 kg/m³) e una lavorabilità che fa invidia ai tradizionali pannelli in fibra di legno.


Immagine evocativa della vera materia prima dei pannelli Honext. Una persona tiene tra le mani la polpa di carta ricavata dal processo di riciclo degli scarti dell’industria della carta

courtesy: Honext

Un nuovo vocabolario per l'architettura.

Gli architetti che hanno sperimentato Honext raccontano di un materiale che si lascia plasmare con sorprendente docilità. Taglio con seghe convenzionali, fresatura CNC, levigatura: le possibilità creative sembrano limitate più dalla fantasia che dalle caratteristiche tecniche. Dai rivestimenti acustici alle pareti divisorie, fino agli elementi d'arredo, questi pannelli stanno scrivendo un nuovo capitolo del design sostenibile.


Ma forse l'aspetto più rivoluzionario è altrove: nella filosofia Cradle to Cradle che ispira l'intero progetto. A fine vita, i pannelli non diventano rifiuto, ma materia prima per una nuova generazione di prodotti. Un circolo virtuoso che potrebbe insegnare molto a un'industria edile ancora troppo legata alla logica lineare "estrai-produci-getta".


Un pannello verde di Honext con una texture a righe verticali posato come rivestimento per un muro all’interno di un interno contemporaneo

courtesy: Honext

La sostenibilità come atto pratico.

In un mondo dove il termine "circolarità" rischia di diventare uno slogan vuoto, Honext dimostra che un approccio radicalmente sostenibile è non solo possibile, ma concretamente realizzabile. Le certificazioni Cradle to Cradle Silver e Gold non sono qui semplici etichette, ma attestano un impegno che permea ogni fase del processo, dalla selezione delle materie prime alle condizioni di lavoro.


C'è una lezione importante in questa storia: l'innovazione sostenibile più efficace è spesso quella che non cerca di reinventare la ruota, ma di guardare con occhi nuovi ciò che già abbiamo. In questo caso, montagne di scarti cartari che aspettavano solo di essere reinterpretati. Mentre l'industria delle costruzioni si interroga sul proprio futuro in un'era di crisi climatica, Honext offre una risposta convincente: il cambiamento può iniziare dal ridare valore a ciò che consideravamo senza valore. È forse, in questa semplice idea, che risiede la vera rivoluzione?

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