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FLOOR796: MATERIA DIGITALE CHE RESPIRA.

  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

By Salvatore Ponzo


C'è un luogo online che esplora la materia in una dimensione digitale in cui forme, movimenti e colore non sono più meri elementi visivi, ma attori di un sistema in continua trasformazione, questo posto si chiama floor796.com. L’osservatore, entrando in questo spazio, non si limita a guardare: partecipa, influenza e scopre un comportamento della materia che sembra reagire al suo sguardo. La ripetizione diventa esperienza, e la materia digitale, come nei materiali fisici esotici, acquista una vita propria, sorprendendo e sfidando l’intuito.


Una vasta sezione isometrica che mostra la vita frenetica all'interno di una stazione spaziale. In basso a sinistra c'è una discoteca con una pista da ballo illuminata a LED colorati dove ballano vari personaggi. Sopra la discoteca si trova un'area ristoro e un negozio di alimentari. Sulla destra, la struttura si divide in numerosi piccoli laboratori e uffici dove si vedono personaggi di Star Trek, Rick e Morty e un enorme robot in fase di costruzione che ricorda un Gundam.

courtesy: Floor796


Quando la materia diventa gesto su Floor796.

I progetti di floor796 mostrano una qualità che ricorda i materiali auxetici o i fluidi non newtoniani: ciò che sembra semplice e ripetitivo in realtà si comporta in modi complessi, emergenti e non lineari. In questo contesto digitale, ogni elemento, ogni pixel, diventa parte di una struttura interna che determina come si muova, si espanda o si trasformi in risposta al gesto dell’utente. La materia non è più neutra, ma sensibile, narrativa e viva, capace di comunicare senza parole.


Un'illustrazione in pixel art isometrica che mostra diverse stanze tecnologiche. Sulla destra, una stanza bianca ed elegante (che richiama 2001: Odissea nello spazio) ospita un uomo anziano a letto e un astronauta in tuta rossa seduto su una sedia. Al centro, un corridoio con la scritta "HOLOGRAM ROOM". Sulla sinistra, un'area industriale dove un cyborg nudo viene assemblato o riparato tra cumuli di rottami metallici. Sullo sfondo si scorgono un'ambulanza volante e Saitama di One Punch Man

courtesy: Floor796


Arte digitale e design interattivo.

Questa logica di materia responsiva trova paralleli chiari nel mondo dell’arte contemporanea. I lavori del collettivo teamLab trasformano interi ambienti in organismi digitali, dove forme e colori reagiscono alla presenza del pubblico. Ogni passo, ogni movimento, modifica l’ecosistema visivo, proprio come i loop di floor796 interagiscono con lo spettatore. Scott Snibbe ha sperimentato dinamiche simili, dove il corpo diventa motore della trasformazione visiva e sonora, e la percezione dell’osservatore è parte integrante del comportamento del sistema. Le installazioni urbane di Jen Lewin, con i loro pad LED interattivi che rispondono alla camminata, confermano questa tendenza: la materia diventa sensibile, viva, in relazione continua con chi la attraversa.

Anche nel design contemporaneo, superfici responsive e oggetti interattivi riflettono questa stessa tensione tra struttura e percezione. Come un metamateriale che devia il suono o la luce grazie alla geometria interna, la materia digitale di floor796 acquisisce una complessità sorprendente: non si limita a essere osservata, ma diventa ambiente, interfaccia e racconto.


Un'illustrazione in stile "Dov'è Wally" ricca di riferimenti alla cultura pop. A sinistra domina un grande galeone in legno dove si sta svolgendo un "Pirate Party" con personaggi che ricordano Jack Sparrow e Guybrush Threepwood. Al centro, un'area verde con un recinto di Jurassic Park e un uomo che cavalca un piccolo dinosauro. Sono visibili anche Edward Mani di Forbice, i Teletubbies, e un portale da cui fuoriesce un tentacolo gigante.

courtesy: Floor796


La poetica del loop.

floor796 mostra che la ripetizione non è mai monotona. Ogni ciclo conserva tracce implicite del precedente, suggerendo una memoria del gesto e un’evoluzione interna. La materia digitale diventa così narrativa, sensibile e viva, richiamando analogie con il nitinol che “ricorda” la sua forma o il micelio che cresce in stampi organici. La poetica del loop e della reattività non è più semplice estetica: è un atto di progettazione sensoriale che coinvolge corpo, mente e percezione. Lo spettatore diventa parte del sistema, il gesto diventa materia e la percezione si trasforma in esperienza. In questa prospettiva, la materia digitale non è più uno sfondo: è racconto, interazione e relazione continua.



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